Storia della rievocazione
Se dovessi raccontarvi che cosa è una rievocazione, dovrei cominciare dall’antica Roma e forse ancora più indietro.
Alcune voci, piuttosto male informate, ci dicono che la prima rievocazione storica nacque dal desiderio di Napoleone di celebrare la sua vittoria sul campo di Marengo nel 1800, riproducendo la vittoriosa battaglia del 14 giugno 1800 utilizzando come figuranti oltre ai soldati francesi gli stessi prigionieri austriaci catturati durante gli scontri.
In realtà la riproduzione di battaglie allo scopo di esaltare la grandezza di un sovrano o di uno stato risale al mondo classico. A Roma nelle naumachie venivano ricostruite le battaglie navali tra greci e persiani o tra Ottaviano ed Antonio e Cleopatra ad Azio, come nei giochi per la bonifica del Fucino ordinati da Claudio nel I secolo, o ancora alcuni spettacoli gladiatori con gladiatori vestiti da sanniti opposti ad altri vestiti da greci o romani, e gli Hyppica Gimnasia durante i quali venivano ricreate la battaglie tra ateniesi ed amazzoni.
Arrivando al Medioevo, nel XIII secolo si ha documentazione di famosi giochi o finte battaglie a ricordo della vittoria di Montaperti; nel XVI secolo poi vi furono giovani rampolli che indossando armature degli antenati si divertivano a raccontare le gesta degli stessi avi; celebri i tornei storici di casa Savoia che vedevano, alla presenza del re e della regina i vari membri della Casa reale indossare i costumi degli antenati.
Potremmo parlare poi del Romanticismo (movimento artistico, culturale e letterario sviluppatosi in Germania al termine del XVIII secolo e diffusosi successivamente nel resto d’Europa), dove tra i tanti temi trattati si preferiscono il “Concetto di popolo e nazione”, e lo“Studio della Storia” , dove prima di tutto si discute dell'uomo in fieri, cioè in costante cambiamento. E’ in questo momento che si sviluppano nuove discipline come la numismatica, l'epigrafia, l'archeologia, la glottologia. I romantici tedeschi, predicano un ritorno alla religiosità e riabilitano i tempi bui del Medioevo.
Il culmine rievocativo però, si ebbe proprio in Italia, dove grazie al famoso Alfredo D’Andrade si ha il primo esempio di Architettura Ricostruttiva con la realizzazione della Rocca e Borgo Medievale del Valentino (inaugurato nel 1884 in occasione dell’Esposizione Generale Italiana Artistica e Industriale), in cui i visitatori potevano osservare la vita quotidiana di un borgo dell’Età di mezzo, con artigiani armaioli, ceramisti, ecc - in abiti dell’epoca intenti a lavorare.
Sulla scia del romanticismo, in Italia - attorno ai primi del ‘900 - vediamo nascere i primi spettacoli a carattereimage rievocativo – sia con l’aggiunta di cortei in costume a eventi già esistenti come il Palio di Siena, sia con la “rinascita” (o invenzione) di nuove feste di carattere storico come il Palio del Saracino ad Arezzo, il Palio Estense a Ferrara, il Calcio in Costume fiorentino ecc. ecc.; i fastosi cortei e i giochi equestri vennero fortemente usati durante il Ventennio (
dove rivediamo nobili e ricchi signori rivestire gli abiti degli antenati - lo stesso Umberto, erede al trono, venne fotografato in abito cinquecentesco mentre impersonava Emanuele Filiberto Testa di Ferro) anche per motivi di propaganda e di esaltazione della millenaria civiltà italiana, interrotti solo negli anni della II Guerra Mondiale, per ovvi motivi di sicurezza e ovviamente per mancanza di fondi. Già all’epoca avevano un forte richiamo sul pubblico, muovendo migliaia di spettatori, come accade tutt’oggi con le notti bianche e rosa.
Una cosa è certa , lo studio del passato è intrinseco nell’essere umano, come del resto la ricerca (lo testimoniano reperti archeologici risalenti a civiltà antichissime ritrovati a Pompei e in altri siti di elevata importanza a testimonianza di come già nell’antica Roma si praticasse la ricerca archeologica e il collezionismo storico).
Nell’antica Roma infatti, era elemento di prestigio possedere reperti o cimeli appartenuti a grandi personaggi del passato, provenienti da saccheggi e da scavi effettuati nelle regioni conquistate: e si hanno documenti che ci parlano anche di rievocazione.
I romani infatti, come detto, amavano rievocare le loro stesse battaglie, inscenandole attraverso spaccati teatrali, tra cui le famose Naumachie (battaglie navali riproposte all’interno degli anfiteatri o di strutture apposite debitamente riempiti d’acqua), per raccontare al popolo i grandi successi ottenuti nei territori lontani ad esaltazione della potenza romana.
E come gli antichi romani usavano inscenare spettacoli per raccontare i loro successi ottenuti lontani dall’Urbe, l’uomo del XXI secolo sente più che mai il desiderio di scoprire quello che è accaduto nei secoli passati (desiderio dettato dal poco apprendimento che ci permettono i testi scolastici), quindi di riportarlo alla luce e di riviverlo per capire i passaggi che ci hanno portato ad essere gli uomini di oggi.
Testo di Susanna Tartari





La rievocazione storica